RIABILITAZIONE PROTESI ANCA

Un buon intervento di protesi d’anca permette il recupero di una buona qualità di vita! A questo deve seguire un trattamento riabilitativo finalizzato all’insegnamento di movimenti esatti e sicuri che evitino problemi di lussazione della protesi o altre problematiche. Bisogna  educare e ri-abilitare  il paziente alla diversa ” situazione “. Per questo motivo è importante seguire dei protocolli guida senza dimenticare  che il riabilitatore deve sempre dare importanza all’individualità del soggetto.

Nei primi giorni post-operatori si effettueranno solo mobilizzazioni passive facendo attenzione che l’arto operato si mantenga disteso e perfettamente dritto evitando  “vizi posturali” con eventuali complicazioni future nella fase successiva per esempio del cammino. Si effettuano passaggi posturtali sedia-letto facendo attenzione che la flessione dell’anca non superi gli 85°.

Si possono aggiungere sin dall’inizio anche delle elettrostimolazioni sul quadricipite e sui glutei (bisogna fare attenzione che la protesi non sia in TITANIOperchè questo tipo di corrente è ASSOLUTAMENTE VIETATA in quanto è vero che tale protesi è più resistente ma è pur vero che con tale corrente si potrebbe rompere facilmente, infatti il paziente non sopporta   neanche a bassa intensità lo stimolo  perchè avverte dolore).

Nel programma riabilitativo si introducono esercizi isometrici i quali permettono di far contrarre il muscolo senza andare a sollecitare l’ articolazione evitando di infiammarla.Per dare un input al paziente si mette una palla sotto il ginocchio e si chiede di spingere mantenendo la contrazione per 5 secondi senza alzare il tallone dal piano d’appoggio. Continua a leggere

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artrosi anca

L’artrosi della testa femorale spesso è la causa d’intervento con  protesi d’anca ove a essere interessata è l’articolazione coxo-femorale (tra femore e osso del bacino ). Il bacino di utenza riguarda per lo più persone con età superiore a 50 anni.. I sintomi principali possono essere da un fastidio fino ad arrivare a provare forte dolore che porta ad una limitazione funzionale. Inizialmente quando il dolore ancora è sopportabile si può intervenire con trattamento farmacologico e contemporaneamente con trattamento fisioterapico.  Parte importante nel secondo intervento, oltre ad applicazioni strumentali quali tens, ionoforesi e ultrasuoni che servono a togliere infiammo e dolore, sono tutti quegli esercizi in scarico e non che verrano fatti eseguire al paziente. E’ importante che venga mantenuto un buon range articolare, specie in abduzione dove si ha una maggiore limitazione. Quindi intervenire anche con esercizi di streching sui muscoli che vengono ad essere compromessi in tale patologia, a partire dal piccolo, medio e grande gluteo e gli adduttori  principalmente;  andando a rinforzare i muscoli posteriori della coscia (semimembranoso, semitendinoso e bicipite femorale ) e anteriori (quadricipite).


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LA RIEDUCAZIONE POSTURALE GLOBALE ( RPG )

Si può affermare che la ginnastica posturale nasca nel 1947 grazie alla fisioterapista francese Francoise Mézières che, lavorando su un paziente cifotico fece un’osservazione che la spronò  ad una costruzione di una teoria e di una metodologia del tutto nuova nel panorama del trattamento delle patologie biomeccaniche e nell’inquadramento del paziente ortopedico. Continua a leggere

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Tecniche per una corretta postura

Molteplici sono le tecniche che hanno un effetto importante sulla postura, fra queste si possono elencare:

  • le tecniche che liberano le strutture osteo-articolari, comprese le strutture legamentose e fasciali;
  • quelle che tendono a riequilibrare il tono muscolare, riducendo le ipertonie, le contratture e gli accorciamenti muscolari o rinforzando o stimolando i muscoli ipotonici, ed in particolare tutte le tecniche che agiscono sulla muscolatura profonda, fasica, o sulle componenti di resistenza alla fatica;
  • le tecniche che hanno un effetto sulla coordinazione motoria, sull’ equilibrio, sula percezione propriocettiva;
  • tutte le tecniche che hano un effetto sulle tensioni muscolare ad origine psichica.

In questo senso è possibile raggruppare insieme tecniche, metodiche e addirittura filosofie estremamente eterogenee e dire che tutte possono essere utilizzate nella ” rieducazione posturale “.

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Chi si occupa di postura?

In realtà molti professionisti sanitari e non utilizzano l’ osservazione della postura dei propri pazienti per orientarsi nella diagnosi o effettuano tecniche con lo scopo di modificare al fine di risolvere stati morbosi di varia natura la postura: medici fisiatri9, ortopedici, reumatologi, medici dello sport e del lavoro, psichiatri, neurologi osteopati, psicologi odontoiatri, fisioterapisti, trainer ecc.

Ciò che di più rilevante si è compreso dela postura negli ultimi anni è sintetizzabile nel passaggio dal concetto di posture scorrette al concetto di dabnno da mantenimento prolungato di posture obbligate. In primis la scoliosi (e comunque di altre patologie a carico dell’ apparato osteoarticolare ), che andavano quindi obbligatoriamente evitate. Oltre all’osservazione che la postura non può essere gestita costantemente attraverso il controllo volontario, essendo per la maggior parte determinata da fattori inconsci, ciò che  sembra attualmente più rilevante per deter5minare l’insorgenza di patologie osteoarticolari non è l’assunzione di posture asimmetriche, ma, il mantenimento prolungato di qualsiasi postura, indipendentemente dalla sua simmetricità, perchè questo comporta un sovraccarico funzionale ripetuto sempre sulle stesse strutture.

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I tre sistemi della postura

Alla base di una buona postura vi sono tre sistemi importanti: osteoarticolare , muscolare e nervoso ; altetrazioni din un singolo elemento di questi sistemi comportano alterazioni della postura e sovraccarico su altre strutture. Si agiungono a questi fondamentali sistemi anche altri apparati: in primis i recettori interni ede esterni, coscienti e non ( recettori articolari, muscolari, visivi, tattili, cinestetici, vestibolarie e recettori podalici e osteodontici ). Anche un dolore viscerale avrà ripercussioni sulla postura di un iondividuo, oltre a molte patologie neurologiche.

Infine la postura ha a sua volta un’influenza non secondaria sull’apparato circolatorio, respiratorio, ma non solo, visto che alcune posture possono agevolare o rendere difficoltosa la digestione e la peristalsi in genere. Altro importante capitolo è la relazione esistente fra postura e psiche. In fondo la postura, essendo determinata dalla percezione dell’individuo di se stesso e della sua relazione con il mondo esterno, può darci utili indicazoioni per l’ analisi delle caratteristiche psicologiche di unh individuo.

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Concetto di postura

La postura è un ” concetto “, ma a ben guardare fa parte dell’universo del reale, in quanto osservabile e, con opportune tecniche, in qualche modo misurabile. E’ la reazione a forze ionterne ed esterne che l’uomo adotta per collocarsi nello spazio.

La postura è definibile come ” la posizione complessiva del corpo e degli arti l’uno rispetto agli altri e il loro orientamento nello spazio “. I primi a occuparsi di postura furono gli scultori della Grecia classica, che scoprirono come fosse possibile raccontare un avvenimento, uno status, o un sentimento attraverso essa. La postura infatti ci può raccontare molto della vita, della storia e del carattere di un uomo. Ma la postutra è anche un qualcosa in continuo divenire. L’essere umano, anche quando perfettamente immobile, ha fisicamente un equilibrio instabile, in quanto fattori intrinseci ed estrinseci fanno sì che comunque ed impercettibilmente ci siano sempre delle sollecitazioni, seppur minime, nell’individuo. Queste combinazioni determinano una oscillazione globale che nel soggetto normale dà origine ad un tronco di cono, descritto dal centro pressione o proiezione a terra del baricentro.

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Sollecitazioni cui è sottoposta la colonna vertebrale

La colonna vertebrale è continuamente sottoposta a sollecitazioni la cui importanza è funzione del gesto effettuato.

Il disco intervertebrale è l’elemento più direttamente interessato da queste sollecitazioni. Numerosi studi,sia teorici che in vivo, sono stati realizzati  proprio peer determinare con prescisione le tensioni a cui è sottoposto il disco. Uno dei più interessanti è quello condotto da Nachemson sul terzo disco lombare, poichè è stato eseguito su volontari, in vivo e in coindizioni di nindiscutibile obiettività. I rizultati di questi studo si possono riassumere come segue: Continua a leggere

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Fisiopatologia vertebrale

Per comprendere le cause dei sintomi che si osservano a livello vertebrale e la loro complessità, è opporutno considerare separatamente le sollecitazioni subite dal rachide, le alterazioni che possono colpire le differenti strutture che lo costituiscono, la sintomatologia propria di ciascuna di esse, la loro innervazione e valutare infine la loro stretta interdipendenza.

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Anatomia, patologie e diagnosi della spalla

La giusta definizione da dare all’articolazione della spalla è cingolo scaspolare per le sue 7 articolazioni che la costituiscono:

  1. Articolazione gleno-omerale
  2. Articolazione sopra-omerale
  3. Articolazione acromion-clavicolare
  4. Articolazione scapolo-costale
  5. Articolazione sterno- clavicolare
  6. Articolazione sterno-costale
  7. Articolazione costo-vertebrale

In genere genere le principali strutture responsabili del dolore della spalla sono i tendini, il tndine del bicipite, la borsa sottodeltoidea e la capsula gleno-omerale. Le altre strutture che possono indirettamente provocare un dolore che riguarda la spalla sono: dolore da infarto miocardico,infiammazione polmonare, dolore radicolare derivato dal tratto cervicale e altre patologie che riguardano la parte superiore dell’addome. Continua a leggere

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